WEBinar Le viste 3D in Domus.Cad – i filmati

Il 6 dicembre scorso si è svolto un seminario on line su “Le viste 3D in Domus,Cad“, tenuto dall’ing. Sauro Agostini.

Il seminario ha affrontato vari aspetti sull’utilizzo delle viste raster e vettoriali, dei materiali, delle luci, dei vari parametri e metodi di rendering, con sezioni, spaccati, prospettive, assonometrie, prospetti e altro.

In questo articolo pubblichiamo 3 filmati, due sono estratti dal seminario e riguardano la gestione delle luci e la gestione dei materiali, inoltre pubblichiamo anche il filmato completo. Pubblichiamo anche due esempi utilizzati durante il seminario. Altri esempi sono già fra quelli forniti assieme ai pacchetti Domus.Cad Pro e Std.

I moduli di modellazione di Domus.Cad

Domus.Cad è dotato di diversi moduli di modellazione, sia di tipo geometrico che architettonico, oltre naturalmente agli elementi architettonici parametrici.

Alcuni dei moduli sono abbastanza convenzionali ed eseguono operazioni classiche dei programmi di modellazione generali, quali estrusione, rotazione o piping, mentre altri sono molto specifici ed esclusivi.

Caratteristica comune a tutti è comunque la grande semplicità operativa e la velocità esecutiva.

In questo articolo descriviamo tre moduli: SuperRot, SuperPipe e Super2Dto3D.

Tutti e tre i moduli partono da un disegno bidimensionale per trasformarlo con un solo comando in un modello tridimensionale, anche molto complesso.

Il miglior modo per descrivere l’operatività di questi moduli è far uso di alcuni semplici esempi.

BIM: da Domus.Cad al calcolo termotecnico con CYPETHERM

Il termine BIM (Building Information Modelling) è ormai di moda e viene spesso mal interpretato e abusato. Uno degli aspetti di un processo di lavoro BIM è l’integrazione di programmi che trattano i diversi aspetti della progettazione e dell’esecuzione, programmi che rispettando alcuni standard e il formato BIM IFC, riescono a comunicare tra loro in modo bidirezionale, anche se sviluppati da software house diverse, all’interno di un unico processo progettuale, senza perdere pezzi d’informazione per strada e senza colli di bottiglia.

Per spiegare tutto questo niente di meglio di un esempio semplice e pratico ed è quello che faremo in questo articolo, descrivendo il passaggio da un progetto architettonico eseguito con il programma di progettazione BIM Domus.Cad alla suite CYPETHERM per la certificazione energetica e l’impiantistica.

Domus.Cad è sviluppato in Italia da Interstudio S.r.l., mentre la suite Cypetherm è sviluppata in Spagna da Cype Engenieros SA, ma lo standard Open BIM permette ai due programmi di comunicare facilmente tra loro.

Esempio pratico con IFC Builder – CYPETHERM

La Suite CYPETHERM rappresenta un approccio innovativo rispetto ad altri software di certificazione energetica per APE, AQE, relazioni ex L10 e altro. Uno degli aspetti più interessanti è dato dall’approccio BIM, che permette di importare direttamente e rapidamente modelli di edifici da programmi BIM quali Domus.Cad, ArchiCad, Revit, AllPlan ed altri.

Se il progetto non è stato realizzato con un programma BIM è comunque possibile crearlo rapidamente partendo da un disegno nei formati DWG o DXF ed anche da un’immagine quale una piantina catastale scannerizzata.

Il programma della suite che permette questo è IFC Builder.
IFC Builder è in pratica un CAD BIM parametrico dedicato. Ha al suo interno elementi parametrici tridimensionali quali muri, finestre, porte, coperture ecc.

Filmato con tutorial per iT-cerchiature

Un nuovo filmato segue passo-passo il progetto di una cerchiatura in acciaio in un sistema di setti in muratura.

Si tratta in pratica di un tutorial molto utile per tutti coloro che utilizzano o desiderano utilizzare l’applicazione WEB iT-cerchiature per il progetto di cerchiature nelle murature.

Segue il progetto in tutte le sue fasi, partendo con la definizione dei tipi di carico e arrivando alle relazioni di calcolo e ai disegni esecutivi. Invitiamo a seguire il filmato, ha una durata di soli 15 minuti e vale più di un manuale.

Modello 3D del terreno da Google Map a Domus.Cad


Questo tutorial descrive come importare da Google Map in Domus.Cad il modello tridimensionale del terreno di una zona.

Diciamo subito che il livello di dettaglio non è alto, con una maglia di punti che varia tra i 30 e i 50 metri, ma è più che sufficiente per delineare l’andamento generale del terreno per un progetto.

Per effettuare l’importazione sfruttiamo una funzione di SketchUp Make, la versione gratuita di SketchUp,  programma di Google che può essere scaricato qui >.

Importazione del terreno

Dopo aver lanciato SketchUp, scegliamo il comando File -> Posizione geografica -> Aggiungi posizione

Il programma apre una finestra di Google Map dove è possibile scegliere e selezionare la zona di terreno interessata.

Selezione terreno

Domus.Cad – La funzione Applica Oggetto

Come abbiamo detto più volte, noi non crediamo che una parametrizzazione spinta al massimo rappresenti il modo migliore di affrontare la progettazione architettonica su computer. Vedi a questo proposito l’articolo Uscire dai parametri dove si mette in evidenza come i parametri possano rappresentare un ostacolo alla libertà progettuale del progettista. La nostra idea è di parametrizzare le dimensioni più importanti, permettendo comunque di uscire in ogni momento dai limiti imposti, e di inserire nello stesso tempo delle funzioni semplici e potenti che permettano di utilizzare in modo parametrico degli oggetti importati o disegnati senza particolari difficoltà.

La funzione Applica Oggetto va in questa direzione e rappresenta un modo innovativo ed esclusivo di utilizzo degli oggetti di libreria, che, per chi non conosce Domus.Cad, sono simili ai blocchi di Autocad.

Il concetto è di applicare un oggetto ad uno o più elementi selezionati. L’oggetto viene automaticamente adattato alle dimensioni di ciascuno degli elementi selezionati.

Uscire dai parametri: quando gli elementi parametrici sono un limite

Una delle caratteristiche principali di Domus.Cad è l’uso di elementi architettonici parametrici, elementi di base che, tramite la modifica di alcuni parametri numerici o grafici, cambiano il loro aspetto e le loro caratteristiche. Un esempio è il solaio, che cambiando alcuni parametri puo’ diventare un oggetto molto diverso, quale una colonna, un volume o altro ancora. Gli elementi architettonici parametrici sono una delle caratteristiche identificative dei programmi BIM dedicati all’Architettura e rendono molto rapida la definizione del progetto, ma in molti casi rappresentano un limite.

Limitati dai parametri

L’80% della progettazione in Italia si basa sul recupero edilizio, ove si possono trovare gli elementi costruttivi più vari. Alcuni programmi di CAD architettonico cercano di sopperire a questa varietà con un maggior numero di parametri, ma la lotta è impari perchè le situazioni reali sono infinite ed è praticamente impossibile coprirle tutte. In questi casi i parametri rappresentano un limite alla progettazione. Alcuni programmi, ad esempio, presentano un abaco di infissi automaticamente abbinati alle finestre e alle porte, ma spesso l’infisso desiderato non è presente nell’abaco e allora la vita si fa dura e si finisce per usare degli infissi che non corrispondono alla realtà. Chi ha un po’ di esperienza di questi programmi non fa fatica a riconoscere i relativi disegni dagli infissi usati, che sono sempre i soliti!