Seminario BIM, certificazione e impianti

Si è svolto presso l’Ordine degli Ingegneri di Pistoia il seminario “L’importanza della progettazione integrata nel processo edilizio e gli strumenti informatici a supporto del professionista“. La sala dei corsi era piena, sono stati esposto i concetti e gli argomenti a sostegno della progettazione integrata nel flusso di lavoro Open BIM, con una dimostrazione pratica di come sia…

Seminario con CFP su termotecnica, illuminotecnica e BIM

schema-bimIl 28 settembre prossimo alle ore 15 si svolgerà presso l’Ordine degli Ingegneri di Pistoia il seminario “L’importanza della progettazione integrata nel processo edilizio e gli strumenti informatici a supporto del professionista“. Verranno rilasciati 4 CFP.

Scopo dell’evento in oggetto è la diffusione di concetti e argomenti a sostegno della progettazione integrata nel flusso di lavoro Open BIM e la dimostrazione pratica di come sia possibile gestire le verifiche da realizzare sull’edificio utilizzando
un unico modello oggetto di calcolo.  Partendo da un modello architettonico si procederà all’analisi energetica e ai progetti impiantistici, aggiornati alle normative recenti.

BIM e progettazione architettonica integrata

Interstudio ha sempre ritenuto importante una gestione completa e integrale della progettazione, in tutti i suoi aspetti, fornendo soluzioni integrate e complete a partire dal rilievo topografico e architettonico, la progettazione, le strutture, il computo, gli impianti ecc.

Quando ancora la parola BIM non era stata inventata, di fatto Interstudio praticava i suoi principi fino dal 1990, con l’implementazione di un formato di scambio architettonico chiamato AR.EF (Architectural Exchage Format) che permetteva a vari programmi di comunicare tra loro: Domus.Cad per la progettazione, DomusWall per le strutture, TabulaeDomus per il computo e TermoTec per gli impianti.

Adesso tutti parlano di BIM, spesso anche a sproposito, ed è diventata una parola magica da utilizzare nelle pubblicità; però finalmente, anche se lentamente, i concetti di base stanno prendendo piede, i programmi si stanno convertendo a questo metodo di lavoro e, con un po’ di tempo, tutto questo cambierà profondamente il modo di progettare e di lavorare.

BIM non significa solo programmi di progettazione architettonica parametrica, anzi, questa è un’interpretazione molto riduttiva, spesso però il CAD BIM architettonico è il nodo centrale di un sistema di lavoro basato sul concetto BIM e quindi analizziamo alcuni degli aspetti che legano BIM e progettazione architettonica.

Corso completo Cypetherm per certificazione, miglioramenti, impianti e illuminotecnica


Abbiamo inserito nel canale Interstudio Video su YouTube un corso completo sulla suite Cypetherm suddiviso in 8 parti.

Il corso affronta i vari aspetti della suite, dall’importazione o creazione del modello BIM iniziale, alla certificazione, al calcolo dei carichi termici sia con il metodo ASHRAE che con EnergyPlus .

E’ possibile poi progettare gli impianti di riscaldamento, raffrescamento e illuminazione.

Il tutto all’interno di una logica di progettazione integrabile anche con altri programmi in una logica di lavoro BIM.

SI tratta quindi di un corso completo, utilizziamo e facilmente consultabile per imparare in breve tempo le grandi potenzialità di CYPETHERM.

Il contenuto dei filmati è il seguente:

  • Prima parte:  introduzione alla certificazione energetica e al calcolo degli impianti all’interno di un flusso di lavoro BIM. Come è organizzato il lavoro e come sono collegati più programmi nello stesso progetto.
  • Seconda parte: utilizzo del modellatore IFCBuilder per importare un progetto in DVG e costruire il modello BIM per le successive elaborazioni (certificazione, impianti, illuminotecnica)
  • Terza parte: utilizzo di CYPETHERM CE per analizzare il comportamento energetico, creare APE, AQE e relazioni, con riconoscimento automatico degli spigoli e assegnazione automatica dei ponti termici
  • Quarta parte: utilizzo di CYPETHERM IMPROVEMENTS per analizzare i miglioramenti apportati ad un edificio
  • Quinta parte: utilizzo di CYPETHERM LOAD per analizzare i carichi termici con il metodo ASHRAE
  • Sesta parte: utilizzo di CYPETHERM HVAC per il progetto di impianti di riscaldamento e rinfrescamento
  • Settima parte: utilizzo di CYPETHERM EPlus per il calcolo dei carichi termici in regime dinamico con EnergyPlus
  • Ottava parte: utilizzo di CYPELUX per il progetto degli impianti di illuminazione ed emergenza

BIM: da Domus.Cad al calcolo termotecnico con CYPETHERM

Il termine BIM (Building Information Modelling) è ormai di moda e viene spesso mal interpretato e abusato. Uno degli aspetti di un processo di lavoro BIM è l’integrazione di programmi che trattano i diversi aspetti della progettazione e dell’esecuzione, programmi che rispettando alcuni standard e il formato BIM IFC, riescono a comunicare tra loro in modo bidirezionale, anche se sviluppati da software house diverse, all’interno di un unico processo progettuale, senza perdere pezzi d’informazione per strada e senza colli di bottiglia.

Per spiegare tutto questo niente di meglio di un esempio semplice e pratico ed è quello che faremo in questo articolo, descrivendo il passaggio da un progetto architettonico eseguito con il programma di progettazione BIM Domus.Cad alla suite CYPETHERM per la certificazione energetica e l’impiantistica.

Domus.Cad è sviluppato in Italia da Interstudio S.r.l., mentre la suite Cypetherm è sviluppata in Spagna da Cype Engenieros SA, ma lo standard Open BIM permette ai due programmi di comunicare facilmente tra loro.

Modello 3D del terreno da Google Map a Domus.Cad


Questo tutorial descrive come importare da Google Map in Domus.Cad il modello tridimensionale del terreno di una zona.

Diciamo subito che il livello di dettaglio non è alto, con una maglia di punti che varia tra i 30 e i 50 metri, ma è più che sufficiente per delineare l’andamento generale del terreno per un progetto.

Per effettuare l’importazione sfruttiamo una funzione di SketchUp Make, la versione gratuita di SketchUp,  programma di Google che può essere scaricato qui >.

Importazione del terreno

Dopo aver lanciato SketchUp, scegliamo il comando File -> Posizione geografica -> Aggiungi posizione

Il programma apre una finestra di Google Map dove è possibile scegliere e selezionare la zona di terreno interessata.

Selezione terreno

Inserimento paesaggistico con Domus.Cad

Buona parte dell’Italia è soggetta a vincolo paesaggistico e Domus.Cad  mette a disposizione tutti gli strumenti necessari per un inserimento fotografico del progetto nell’ambiente. Vediamo un esempio passo-passo.

 

Partiamo da una foto della situazione attuale. L’oggetto del progetto è la casa a sinistra della foto.

Il progetto della ristrutturazione effettuato con Domus.Cad deve essere inserito all’interno della foto, in modo da vedere come sarà modificato il paesaggio dopo l’esecuzione dei lavori.

Domus.Cad – La funzione Applica Oggetto

Come abbiamo detto più volte, noi non crediamo che una parametrizzazione spinta al massimo rappresenti il modo migliore di affrontare la progettazione architettonica su computer. Vedi a questo proposito l’articolo Uscire dai parametri dove si mette in evidenza come i parametri possano rappresentare un ostacolo alla libertà progettuale del progettista. La nostra idea è di parametrizzare le dimensioni più importanti, permettendo comunque di uscire in ogni momento dai limiti imposti, e di inserire nello stesso tempo delle funzioni semplici e potenti che permettano di utilizzare in modo parametrico degli oggetti importati o disegnati senza particolari difficoltà.

La funzione Applica Oggetto va in questa direzione e rappresenta un modo innovativo ed esclusivo di utilizzo degli oggetti di libreria, che, per chi non conosce Domus.Cad, sono simili ai blocchi di Autocad.

Il concetto è di applicare un oggetto ad uno o più elementi selezionati. L’oggetto viene automaticamente adattato alle dimensioni di ciascuno degli elementi selezionati.

Uscire dai parametri: quando gli elementi parametrici sono un limite

Una delle caratteristiche principali di Domus.Cad è l’uso di elementi architettonici parametrici, elementi di base che, tramite la modifica di alcuni parametri numerici o grafici, cambiano il loro aspetto e le loro caratteristiche. Un esempio è il solaio, che cambiando alcuni parametri puo’ diventare un oggetto molto diverso, quale una colonna, un volume o altro ancora. Gli elementi architettonici parametrici sono una delle caratteristiche identificative dei programmi BIM dedicati all’Architettura e rendono molto rapida la definizione del progetto, ma in molti casi rappresentano un limite.

Limitati dai parametri

L’80% della progettazione in Italia si basa sul recupero edilizio, ove si possono trovare gli elementi costruttivi più vari. Alcuni programmi di CAD architettonico cercano di sopperire a questa varietà con un maggior numero di parametri, ma la lotta è impari perchè le situazioni reali sono infinite ed è praticamente impossibile coprirle tutte. In questi casi i parametri rappresentano un limite alla progettazione. Alcuni programmi, ad esempio, presentano un abaco di infissi automaticamente abbinati alle finestre e alle porte, ma spesso l’infisso desiderato non è presente nell’abaco e allora la vita si fa dura e si finisce per usare degli infissi che non corrispondono alla realtà. Chi ha un po’ di esperienza di questi programmi non fa fatica a riconoscere i relativi disegni dagli infissi usati, che sono sempre i soliti!

Stampa 3D da Domus.Cad

       

Il settore della stampa 3D è in grande evoluzione. Il costo delle stampanti 3D è in costante diminuzione, i service che stampano in 3D sono in aumento e la tecnologia sta uscendo dei settori specialistici della prototipazione per mettersi a disposizione di tutti.

In questo articolo descriviamo come creare un modello 3D di un piano di una casa esportandolo da Domus.Cad, descrivendo i vari passaggi fino al modellino finale.

C’erano una volta i così detti “plastici”, modelli in balsa o in cartone, soppiantati quasi del tutto dalle tecniche di rendering e animazione, che ci permettono di vedere un edificio in modo fotorealistico e entrarci dentro in modo virtuale.

Ma i modelli stanno avendo una rivincita grazie alle stampanti 3D, che ci mettono in mano qualche cosa di solido da rigirare tra le mani fisicamente e non solo virtualmente, un oggetto visibile da tante persone e da punti diversi contemporaneamente, una rappresentazione dove non solo l’occhio ha la sua parte, ma anche il tatto.